…Perchè non sempre tutti i cammini portano a Roma !

scritto da Rosita

“cerminio: Mai un’occasione è stata più appropriata per utilizzare, come titolo del post, lo slogan che identifica il nostro Blog!! Proprio, infatti, alla vigilia della festività di San Giacomo Apostolo, che conciderà quest’anno con il culmine delle celebarazioni dell’Anno Santo Compostelano (Xacobeo 2010), non si poteva non parlare di questo evento cruciale, che ha segnato nei secoli le sorti della storia, non solo religiosa, quanto piuttosto, quella culturale e sociale di tutta Europa.

In maniera quanto mai semplice, sintetica ed esaustiva (nei secoli è stata scritta una copiosissima letteratura sull’argomento!), la nostra esperta sul tema, Rosita Failla, ci farà rivivere questa storia che, ancora a distanza di secoli, unisce tanti popoli e culture su cammini che… non sempre portano a Roma ! ” 

Quest’anno è anno Santo Compostelano, vale a dire che il 25 Luglio, giorno in cui ricorre la festa di San Giacomo, cade di Domenica.  Un vero e proprio avvenimento, non solo per la regione che ci ospita, la Galicia, il cui capoluogo è appunto Santiago de Compostela,  ma per tutte quelle comunità, località e città attraversate o semplicemente sfiorate dal cammino che per secoli è stato percorso per fede, per espiazione o per semplice spirito d’avventura, da uomini che, provenendo da ogni parte d’Europa, si sono recati a Santiago de Compostela per onorare la tomba di San Giacomo il Maggiore, Santiago.

Giacomo il Maggiore era uno dei 12 apostoli che dopo la resurrezione di Cristo per molti anni girò la penisola iberica per compiere l’opera di evangelizzazione. Tornato in Palestina fu fatto decapitare dal re Erode Agrippa per timore che potesse acquisire un potere eccessivo ma la sua opera non si esaurì con la sua uccisione. La tradizione narra che dopo la sua morte i suoi discepoli, Attanasio e Teodoro, ne raccolsero il corpo e lo trasportarono segretamente con una nave nei luoghi della predicazione. Sbarcati nei pressi di Finisterre si addentrarono in Galicia e gli diedero sepoltura. Per secoli si persero la memoria e le tracce del sepolcro fino a quando nell’anno 813 l’eremita Pelayo vide, durante molti giorni, una pioggia di stelle cadere sopra un colle. Una notte gli apparve in sogno San Giacomo che gli svelò che il luogo delle luci indicava la sua tomba. L’abate rimosse la terra che nei secoli si era depositata e scoprì il sepolcro . Ne diede notizia al Vescovo locale Teodomiro che confermò la veridicità dell’accaduto. La notizia della scoperta del sepolcro si diffuse dalla Francia in tutta Europa e ben presto flussi sempre piú numerosi di pellegrini confluirono da ogni parte verso Santiago de Compostela, dal latino Campus stellae, e la via lattea indicava loro la direzione da seguire. 

Tre erano, e sono, nel mondo cristiano le grandi vie del pellegrinaggio: Gerusalemme, Roma  e Santiago.

Queste grandi direttrici erano costituite da un insieme di vie che, attraversando la Francia su più tracciati, confluivano a Roncesvalles e a Puente la Reina, per dirigersi a Santiago de Compostela. Un altro insieme di vie, provenendo da diverse località europee, confluiva nella Via Francigena e lungo l’antica via Appia fino ai porti pugliesi portava i pellegrini verso la Terrasanta. Questa stessa via era utilizzata, in direzione opposta, dai pellegrini che, partiti dall’Italia diretti a Santiago, valicavano le Alpi e si immettevano nella Via Tolosana.

I due passi più frequentati sui Pirenei erano dunque Roncisvalle e Somport. La via che va da Roncisvalle a Estella è ancora detta, in spagnolo, Camino francès, mentre quella che passa i Pirenei a Somport si chiama Camino Aragonès. Le vie degli stranieri verso Santiago furono anche marittime, soprattutto in primavera-estate, ed è anzi diffusa l’opinione i primi pellegrini arrivassero proprio dal mare: ci sono testimonianze di viaggi dall’Inghilterra verso La Coruña, nel XIII secolo,  che duravano solo quattro giorni, e certamente il percorso marittimo era il meno rischioso, se fatto nella buona stagione, in tempi di strade assai insicure e di abitati scarsi e lontani tra loro. La Ruta de la Costa, cioè la via di Santiago lungo la costa cantabrica, è la principale traccia del cammino più antico, a testimoniare che i pellegrini arrivavano a Santiago da porti atlantici, anche più ad est di La Coruña (praticamente dalla Francia alla Galizia).

Come si vede moltissimi sono i cammini che portano alla tomba di Santiago e da moltissimi pellegrini sono stati percorsi. Ma chi erano i pellegrini e cosa li spingeva a compiere questo lunghissimo e pericoloso viaggio.

Dante nel 25° canto del Paradiso ha ben spiegato che i “Pellegrini” si chiamavano propriamente cosi solo quando andavano a “Santiago”, e quando tornavano portavano con se come segno distintivo, ma anche per provare che “c’erano stati davvero”, la conchiglia atlantica. Quello del pellegrino è uno status che iniziava, ed inizia, con il rito dell’investitura e con la benedizione dei Signum Peregrinationis. Il primo era la “Bisaccia” di piccole dimensioni in quanto il pellegrino doveva confidare in Dio e non nelle proprie risorse ed era priva di chiusura perché doveva in ogni momento essere pronto a ricevere e a dare. Il secondo era il bordone o bastone, necessario e utile come appoggio durante il cammino, serviva per difendersi dai cani, dai lupi ma anche dal “Diavolo”. Venivano poi  Il  cappello a falde larghe, a protezione dal sole e dalla pioggia, e una corta cappa che copriva le spalle. Questi simboli servivano per essere riconosciuti come pellegrini, per ottenere ospitalità e ricevere offerte.

Il pellegrino, inoltre, alla partenza si spogliava degli averi e spesso doveva vendere o ipotecare i beni per potersi finanziare il viaggio. Faceva testamento e dava disposizioni per il governo del patrimonio in sua assenza. Spesso la Chiesa interveniva attivamente in questa funzione di tutela. Questo stato particolare conferiva al pellegrino un particolare prestigio.

La scelta di fare un pellegrinaggio era generalmente una libera decisione personale:

- per chiedere una grazia

- per adempiere ad un voto

- per una ricerca religiosa personale

Tuttavia in molti casi era imposto come pena dal giudice o come penitenza dal confessore per colpe o peccati di particolare gravità. Chi era ricco poteva mandare una persona a fare il pellegrinaggio per proprio conto.

I pellegrini viaggiavano solitamente in gruppo, per sostentarsi e proteggersi reciprocamente, moltissimi erano infatti i pericoli rappresentati dallo stato spesso precario delle strade, dalle catastrofi naturali e soprattutto dai banditi che infestavano le strade.

È per questo che lungo il percorso si sviluppò una rete di servizi per il sostentamento dei pellegrini: chiese, monasteri, alloggi, ospizi, ospedali, locande, molti dei quali ancora visibili ai nostri giorni. Lungo il cammino nacquero paesi e città, furono costruiti ponti e strade lungo le quali si diffusero notizie, idee, merci, forme e saperi rendendo il cammino verso Santiago unico e meraviglioso.

Attraverso gli itinerari della devozione verso Santiago, si diffusero anche idee politiche. San Giacomo divenne il simbolo ed il protettore della reconquista vestendo i panni del santo-guerriero e alimentando il processo di riappropriazione da parte dei principi spagnoli della parte della penisola occupata dai Mori.

Dopo il secolo XIV il cammino sia avvia verso il suo declino tanto che nel XV secolo , in seguito a guerre, pestilenze e carestie cade nell’oblio

Una ripresa è iniziata negli anni ’80. Un decisivo contributo è stato dato dalla visita del papa Giovanni Paolo II a Santiago nell’anno 1989, in concomitanza con l’incontro mondiale della gioventù: mezzo milioni di giovani convennero a Santiago da ogni parte del mondo, e fu la maggior concentrazione di pellegrini mai registrata. Da allora il flusso dei pellegrini è aumentato progressivamente e in modo inarrestabile.

Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d’Europa ha dichiarato i percorsi che portano a Santiago “itinerario culturale europeo“, mettendo a disposizione risorse economiche per segnalare convenientemente il cammino, ristrutturare e costruire i rifugi per alloggiare i pellegrini; nel 1993 l’UNESCO li ha dichiarati “patrimonio dell’Umanità“.

Curiosità:

Sembra che i Pellegrini anticamente  si salutassero dicendo”Ultreia, suseia, Santiago” ( Coraggio, che più in la, più su c’è Santiago).

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