Scritto da cerminio
Parlare di zampogna e di zampognari in questo periodo dell’anno, quando tutti siamo pronti a scendere sulla spiaggia con il nostro telo da mare, con la crema solare, gli occhiali da sole e le nostre infradito ai piedi che, prima di tuffarci in mare, lasciamo sotto un ombrellone che sta lì, non di certo per ripararci da una pioggia battente, ma da un Sole cocente di un’estate appena iniziata, mentre da lontano risuonano le note di Summer On A Solitary Beach, rende il contesto che sto descrivendo alquanto surreale, degno di una scena di un film di Fellini o di Kusturica che, solo ad immaginarla nella realtà, mi fa grondare il viso di sudore.
Questa sensazione, che noi proviamo nell’ascoltare questo strumento musicale, che ci fa rivivere un periodo dell’anno ben preciso, che non è proprio quello estivo, ma che al contrario è fatto di paesaggi con neve, con slitte trainate da renne, di babbi natali e di presepi napoletani, non si percepisce qui in Galizia quando parliamo della gaita.
La gaita galiziana, quella che noi chiamiamo, riferendoci a quella scozzase, cornamusa e che per noi italiani va sotto il nome di zampogna, è infatti lo strumento tipico della Galizia che percorre sempre la vita sociale e culturale di questa regione della Spagna. Chi arriva in Galizia, in qualsiasi periodo dell’anno, non può non ascoltare questo antico strumento musicale che pervade, con la sua inequivocabile sonorità, i crocicchi dei cascos viejos (i centri antichi), las tascas (le taverne) dove si beve un genuino vino Ribeiro o ancora le radio locali o, è non per ultimo, le fiere di paese. Tutti sanno che qui, questo strumento musicale, appartiene indissolubilmente al tessuto culturale di ogni galiziano come per gli andalusi può essere il Flamenco.
Qui sono cresciuti e si sono formati i più importanti gaiteros conosciuti a livello internazionale, come tra i tanti si può ricordare Carlos Nuñez, ma anche il gruppo Milladoiro, Susana Seivane o Raúl Galego García esponente della musica Folk più tradizionale.
La Gaita e los gaiteros, radicandosi in maniera così diffusa nella società galiziana si sono conquistati, insieme alla loro tipica danza tradizionale della Muiñeira, nel corso degli anni, un ruolo assolutamente preminente nel panorama musicale folk di tutta Europa, tanto da far diventare la Galizia il punto di riferimento di importanti Festival internazionali dedicati a questo strumento suonato anche dai nostri pastori dell’Appennino italiano.
Uno dei festival più importanti a livello europeo dedicato alla musica della cornamusa è quello che svolgerà proprio fra qualche giorno, il 12 giugno, nel comune di Monterrei in provincia di Ourense con la “XXV Xuntanza Internacional de Gaiteiros” dove parteciperà, tra gli altri, anche “Il Tratturo” un gruppo musicale di zampognari italiani provenienti dal Molise che per l’occasione condividerà insieme ai gaiteros galiziani un’importante integrazione musicale che ci renderà tutti noi, ancora una volta, più vicini ai nostri amici galiziani…ebbene sì, con la zampogna anche in questa stagione dell’anno!
httpv://www.youtube.com/watch?v=ZBb8-acglTo&feature=fvsr
httpv://www.youtube.com/watch?v=WEleFkWDeuk


Sentire el suono della “gaita”,bella cosa.
Mi fa molto piacere vedere questo gemellaggio tra i zampognari di Molise e i gaiteiros della Galizia.
Io essendo asturiana di nascita, menzionare l’esistenza d’eccellenti zampognari nella nostra terra cantabrica, tra essi uno molto conosciuto dal pubblico italiano: Jose’ Hevia.
Cambiando musica, anche mi piace Battiato, carina la sua menzione. Come saprai e’ molto amato anche nel nostro paese.
Un caro saluto!