L’Italia a Vigo nei ricordi del Mundial ’82

Scritto da cerminio 

Da poco sono iniziati i campionati mondiali di calcio in Sudafrica e tutti noi italiani siamo presi da questa sindrome che si produce ogni 4 anni, ogni qualvolta scendono in campo i nostri colori azzurri che va sotto il nome di entuasiasmo ed unità nazionale…non c’è politica, religione, classi sociali, crisi economica che regga…tutti siamo presi dalla Nazionale e tutti vogliamo condividere questa comune passione!!!

Se per tanti è una grande emozione tifare Italia e se è un’orgoglio esser uniti sotto un’unica bandiera e sotto le note dell’inno nazionale di Mameli, per noi italiani in Galizia questo avvenimento calcistico, pur mantenendo questo comune spirito,  si vive con un sapore speciale…non tanto, e non solo, perché sentiamo l’esigenza di identificarci, vivendo in un altro paese, con i colori che rappresentano la nostra terra che, nel bene e nel male, ci ha dato i natali e ci ha insegnato uno modello di vita che, pur se molti ci criticano alla fine ci si accorge che tutti ci copiano, quanto piuttosto per un avvenimento che legherà per sempre questa terra galiziana ad una delle gioie ed emozioni calcistiche più indimenticabili della mia vita e di tutti coloro che ebbero la fortuna di vivere in quel tempo…    

Era il giugno dell’82 quando alla Nazionale Italiana allenata da Enzo Bearzot fu assegnata la città di Pontevedra in Galizia come quartier generale per iniziare la sua esperienza del Mundal de España. Mi piace immaginare, ricordando quei tempi, che anche Zoff, Cabrini, Scierea,Tardelli, Paolo Rossi e compagni quando si allenavano godevano del paesaggio de las Rias Baixas o quando pranzavano, insieme alla pasta assaggiavano il freschissimo  pulpo a feira o la empanada gallega o prima di affrontare le partite allo Stadio Balaidos di Vigo recitavano scaramanticamente el Conxuro da Queimada.    

In quell’epoca c’era un ragazzino di 9 anni che, nel suo mondo ancora infantile, non si chiedeva più di tanto di dove fosse la Galizia e se Vigo, il luogo dove l’Italia disputò la fase preliminare contro la Polonia, il Perù e il Camerun si trovasse al nord o al sud della Spagna. Quel che gli interessava era semplicemente giocare con il simpatico Naranjito (la mascotte del Mondiale ) che aveva visto tante volte nella pubblicità televisiva o seguire le sue avventure in terra spagnola raccontate attraverso i suoi cartoni animati creati per l’occasione.

Era un mondo, il suo, fatto di piccole cose, ma legato all’impresa di grandi uomini dello sport che attraverso le loro gesta calcistiche fecero felici tanti altri bambini che, come me, per la prima volta si trovarono ad esser i protagonisti di un’esperienza più grande di loro…esser I CAMPIONI DEL MONDO!!!

httpv://www.youtube.com/watch?v=6scR6BO8eb0 

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