Scritto da cerminio

Il 18 dicembre scorso si è tenuto presso Il Toscana, un Ristorante Italiano del centro di La Coruña, una Tavola Rotonda per discutere e capire quale sia la visione che noi italiani, che viviamo all’estero, abbiamo dell’attuale situazione politica, economica e sociale dell’Italia. Ad organizzare questo incontro è stata La Voz de Galicia, la testata giornalistica più importante in Galizia ed ad accettare l’invito sono stati vari rappresentati della vita itituzionale, sociale e imprenditoriale italiana in Galizia.
Inserisco di seguito la traduzione in italiano dell’articolo in spagnolo pubblicato oggi sulla Voz:

L’Italia è qualcosa di più che Berlusconi e le sue Veline di Pablo Portabale de La Voz de Galicia
[Le informazioni che provengono dall'Italia hanno sempre lo stesso protagonista, Silvio Berlusconi, il suo primo ministro: sia quelle degli ultimi giorni in seguito all'aggressione subita e sia quelle delle settimane precedenti riferite ai suoi ardori sessuali, solo per fare alcuni esempi. «L'Italia è molto di più che Berlusconi e le sue Veline», afferma Rosa Romana Failla, una siciliana che negli ultimi anni ha vissuto a Milano e che da poco tempo risiede in Galizia con suo marito, Giampiero Aceto, anche lui della Sicilia, con il quale ha intenzione di creare una impresa sui sistemi di sicurezza a La Coruña. Sono due degli italiani che questa settimana invitò La Voz per parlare della realtà del loro paese e della polemica che si accompagna in maniera sistematica all'uomo più ricco della patria della pasta. «Seguo molto la stampa italiana e spagnola e da quando Berlusconi ha iniziato a governare questa è la notizia di prima pagina, come se Italia fosse solo il suo primo ministro» riflette Bruno Della Regione, imprenditore nel settore della comunicazione, originario di Venezia che da un lustro vive in Galizia.
Tutti sono d'accordo nel pensare che l'immagine ideale per un paese non è proprio quella di vedere il proprio lider con il viso insaguinato e neppure nudo in una piscina e proprio per questo neanche caricano i toni contro questo singolare personaggio. «Il problema non è Berlusconi. Lui è una conseguenza della classe politica che abbiamo. Se io voglio votare ad un altro politico non ho nessuno come alternativa» aggiunge Giampiero. «Gli altri paesi non capiscono nulla perchè il nostro caso è del tutto particolare. E' una anomalia tipica italiana quella che un imprenditore crei un suo proprio partito e vincendo le elezioni faccia delle norme che sono poi quelle di tutti. Questo genera tensione e infatti si stanno verificando casi che arrivano all'attentato» commenta Della Regione.
Alla riunione presso il ristorante La Toscana, nella zona della Marina di La Coruña, in pieno centro della città sotto "las galerías de cristal", è intervento anche il vice console onorario d'Italia in Spagna, Francesco Milani. Il primo interevento di questo imprenditore di Verona che residente in Galizia da 17 anni ha provocato la prima divergenza con la visione degli altri ospiti. «L'immagine è qualcosa che dipende dalla prospettiva di chi la vede. Non sempre la immagine è la realtà», sono state le sue prime parole, poi la difesa della politica del suo presidente.
«Berlusconi ha risolto i problemi cronici d'Italia. Per molte settimane si parlò della spazzatura di Napoli però mai è uscita la notizia che questo problema si è risolto», afferma. «Risolto? Ma se ora il problema è a Palermo», contesta Maria Poloni originaria del Veneto (Treviso) e che è lontana dalla sua Terra da quasi cinque anni. «Mi fa arrabbiare, l'immagine che diamo, ma credo che Berlusconi sia l'immagine della crisi che sta attraversando il paese e d'altronte lui stesso vuole che sia così», riflette questa tecnico della comunicazione della ONG Intermòn Oxfam.
Alessandro Perfini, chef del ristorante Basilico di La Coruña, e che è originario di Fermo (Le Marche), una cittadina dell'Adriatico, non punta il dito contro il primo ministro quando parla della amministrazione del suo paese. «La colpa dell'assurdità della burocrazia, non è di Berlusconi ma viene prima di lui», dice.
Il settimo partecipante è Antonino Versace, nato a Reggio Calabria, come il famoso stilista con il quale condivide un cognome abbastanza comune in questa zona. In Galizia è promotore di una associazione culturale giovanile che organizza contatti tra studenti di entrambi i paesi. Bisogna ricordare che tra gli europei che scelgono la Galizia per studiare con il progetto Erasmus, gli italiani sono i più numerosi. «Nel sud, che è la zona più povera del paese, la gente pensa che Berlusconi essendo ricco, non potrà rubare come hanno fatto in passto altri politici. Inoltre la opposizione è inesistente», commenta questo giovane.
Parlando di Mafia
Come è logico, tutti concordano nel condannare l'aggressione di Tartaglia di domenica scorsa, però considerano anche che alla lunga questo può favorire la popolarità del Cavaliere. «In pochi giorni è passato ad esser da uomo delle Veline a un martire. Bisogna riconoscere che è un politico atipico, capace di fronteggiare situazioni difficili», analizza Della Regioni. «Per me, il fatto che stia con cento ragazze non è importante, quel che conta è che faccia il suo lavoro», aggiunge Failla.
Quel che è certo è che l'Italia è un paese diviso nella sua forma di pensare, forse non tanto differente alla Spagna. «Per un lato ci sono quelli che lo hanno votato e per un'altra parte una opposizione che non si muove», evidenzia Poloni.
Anche il tema della mafia si è presentato nel dibattito, come del resto non poteva non esser parlando dell'Italia. «So come funziona in Sicilia e in Italia parlare con la mafia è normale», commenta Giampiero.
Chi dice che Spagna ha superato Italia?
Lo spirito patriota scaturisce dal più profondo quando sentono questa domanda.
«Italia è la quinta potenza mondiale», dice uno. «Il marchio italiano, quello del made in Italy continua ad esser venduto», assucura un altro. «Stiamo meglio ora che un anno fa», afferma il seguente. «Il rapporto internazionale di fiducia è maggiore di quello esistente in Spagna. Italia non è solo Berlusconi e i titoli di stampa», evidenzia un altro partecipante. «Due anni fa Zapatero parlava che si sarebbe ridotta la differenza del PIL, però ora abbiamo la metà di disoccupazione di quella presente in Spagna e la situazione economica è ben distinta», commenta un altro italiano. «I numeri sono favorevoli all'Italia», ribadisce Bruno. Hanno tutti in merito una risposta più che chiara.
Ci sono state solo due eccezioni. Marina Poloni sostiene che Spagna è più avanzata in materia di politica sociale. «Per quel che rigurada i matrimoni tra omosessuali, all'aborto, ai temi di fecondazione artificiale», osserva. «Secondo il suo punto di vista» gli replica immediatamente il vice console. «Per lei è un progresso che, forse, per altri è un declino» dice. Infine, Alessandro, lo chef del ristorante Basilico di La Coruña, fornisce il primo confronto tra la Spagna e L'Italia dei tanti che sono venuti fuori nella conversazione, in cui il nostro paese (la Spagna) si distingue meglio. «Non vivo in Italia dal 1992 e a parte qui in Spagna ho lavorato in Inghilterra e in Francia. Credo che al mio paese gli manchi organizzazione. Ho dovuto presentare con mia moglie vari documenti amministrativi e per ottenere delle notizie ci hanno dato appuntamento per il 2012 perchè nel Consolato ci hanno detto che attraversano una situzione di saturazione» racconta Alessandro, che ha avuto la possibilità di analizzare il suo problema con il vice console. «Ne spagnoli, ne italiani. Nessuna rivalità. Tutti siamo europei» mette pace Milani.
6.500 italiani vivono nella Regione Galizia
La cifra è approssimativa. «Bisogna tener in considerazione che ci sono molti argentini, come anche uruguaiani, venezuelani o brasiliani, che sono venuti in Galizia e che, essendo di origine italiana, hanno la doppia nazionalità. Però c'è da dire anche che nella cifra dei 6.500 non sono inclusi i molti studenti Erasmus che studiano nelle università galiziane» osserva il vice console, Francesco Milani, il quale sottolinea che la cifra dei passaporti italiani in Galizia è cresciuta di «una forma vertiginosa».
Prossimamente, anche se al momento non è ufficiale, si prevede che ci sia l'apertura di un nuovo vice consolato nella città di Vigo per rispondere alla grande domanda di richieste di consulenza e di certificati e documentazioni che esiste in questo momento e che solo può farsi carico Milani.
Tra gli italiani che ha invitato La Voz, è mancato solo uno dal rievocativo cognome, Erminio Capone, il quale è rimasto intrappolato tra la copiosa neve caduta nella zona di Ponferrada.
Anche se qualcuno già si conosceva, la maggior parte di coloro che hanno partecipato alla riunione con La Voz mai si erano visti prima. Dopo il freddo saluto iniziale, immediatamente la comune lingua ha riscaldato l'ambiente. Si sono trovati a loro agio con la loro lingua natale a migliaia di chilometri di distanza dalla loro terra. Dicono che il loro paese è diviso a metà per quanto rigurada la forma di pensare e nella dibattito esce anche il tema della Lega Nord e altre questioni dell'attualità italiana. Nonostante gli scandali del loro primo ministro, dicono che quanto peggio vada il Governo meglio andrà il paese e difendono la forma di essere e pensare come italiani. Vivono molto bene in Spagna. «Siamo i cugini» dice qualcuno. Assicurano che nel nostro paese (Spagna) accadrà come nel loro, che la gente voterà la persona, non il partito.]
















21 dic , 2009 alle 22:45
Verso la fine l’articolo in spagnolo dice”Somos primos” Il traduttore automatico deve aver fatto un po’ di confusione e traduce “Siamo primi” .
Ciao a tutti
14 gen , 2010 alle 22:45
voleva dire che siamo cugini
14 gen , 2010 alle 22:45
Avevo già fatto la modifica “enseguida” ma mi fa piacere cmq dell’ulteriore tuo suggerimento!!