Scritto da cerminio

Quando arriva la stagione invernale siamo abituati a vivere quel classico clima caratterizzato dalle piogge, dal freddo umido, dalla neve in quota e dal vento gelido che ci accompagnerà fino ai primi tepori primaverili lasciando il suo segno con le sue influenze stagionali o con i disagi provocati da allagamenti nelle grandi città o sulla rete viaria per le intense nevicate. Ed è, forse proprio per questa ragione, che, a dispetto di altre stagioni dell’anno, siamo particolarmente attenti a quel che ci viene segnalato quotidianamente nelle previsioni del tempo soprattutto quelle presentate prima del telegiornale di mezza sera.
A tutti è ormai familiare la presenza giornaliera nelle nostre case del meteorologo nazionale Guido Caroselli, che con la sua autorevolezza conquistata negli anni di uomo-meteo, ci illumina e ci indirizza nelle nostre scelte legate all’organizzazione per il giorno dopo (come vestirsi, che mezzi di traposto utilizzare,etc.) così da predisporre tutte le misure idonee per affrontare la giornata successiva con uno spirito più positivo contro le intemperie. Con lui siamo cresciuti a suon di terminologie meteo che ancora oggi ci fanno viaggiare nella Atmosfera Terrestre immaginado l’anticiclone russo-siberiano che porterà gelate e nevicate anche a bassa quota, o del ciclone delle Azzorre e della perturbazione proveniente dall’atlantico che porterà una situazione di instabilità unita a piogge o ancora delle correnti fredde dai balcani e delle circolazioni cicloniche provenienti dal Cuacaso che porteranno un peggioramento delle condizioni atmosferiche e mareggiate anche di forte intensità.
In questa lotta contro questi agenti atmosferici la perturbazione Atlantica, quella che da sempre porta umidità e pioggia, è quella che in assoluto ricorre più frequentemente nelle previsioni meteo. Ma non tutti sanno che, in realtà, il più delle volte, la cosidetta perturbazione proveniente d’Atlantico solca come primo lembo di terra continentale la regione galiziana e che da lì prende poi forza per continuare la sua attraversata fino ai Paesi del centro del mediterraneo.
Riflettendo su questo, una volta, mi sono sentito l’inviato speciale di Guido Caroselli quando, prima di partire in aereo da una piovosa e umida La Coruña in direzione Napoli, vidi in digitale terrestre il meteo del nostro famoso meteorologo che prevedeva di lì a due giorni, appunto una perturbazione proveniente d’Atlantico che avrebbe portato pioggia e umidità sull’Italia. Arrivando la mattina successiva a Madrid, dove avrei fatto scalo per un giorno, mi resi conto che il bel sole goduto al mattino stava ormai dando spazio ad una intensa pioggia. Ma la sorpresa più grande fu quando la sera successiva (ormai il secondo giorno) arrivando all’aeroporto di Capodichino capii che la pioggia battente che cadeva in quel momento su Napoli non era una normale pioggia stagionale ma era in realtà il ricordo della choiva galega.
httpv://www.youtube.com/watch?v=4lsU733Kpw4
Una Galizia senza pioggia non si puo capire……
É vero che é raro, peró quando c’è che bello è il sole in Galizia, speriamo che quest’inverno non si faccia troppo lungo!