Scritto da cerminio
La Spagna negli ultimi decenni è stata la terra di conquista per molti cantanti italiani che, esportando la nostra musica leggera in terra iberica, hanno fatto conoscere, dal punto di vista musicale, il lato più romantico e sentimentale del nostro paese. Questa tendenza di interpretare anche in lingua castellana le canzoni melodiche italiane nasce sin dagli anni ’60 e si sviluppa sempre più nelle decadi successive ( anni ’70 e ’80) fino ad arrivare ai giorni nostri con cantanti come Nek o Laura Pausini che, per il loro approccio e stile musicale, hanno ottenuto maggior successo e consenso musicale da queste parti più di quello conquistato in terra patria.
Artefice nel determinare la grande diffusione della musica italiana, non solo in Spagna ma in generale in tutta Europa, è stato il mezzo televisivo che ha portato nelle case degli spagnoli l’anima melodico-musicale di casa nostra.
Infatti, se per le canzoni degli anni ’60 come Parole,parole,parole di Mina, Azzurro di Adriano Celentano o la Bambola di Patty Pravo e non per ultimo il Mondo di Gimmy Fontana, non ci fosse stato un collegamento della Rai in Eurovisione che diffondeva via etere la trasmissione televisiva Canzonissima, tante emozioni e melodie italiane non si sarebbero potute apprezzare e conoscere in Spagna.
Lo stesso dicasi per le canzoni che hanno fatto la storia della musica leggera degli anni ’80 e ’90 (per intenderci quella della mia generazione) come Gloria di Umberto Tozzi o “Yo no te pido la luna” di Fiordaliso o Centro di gravità permanente di Battiato dove il mezzo televisivo che trasmetteva i vari Festival di Sanremo di turno ha contribuito a realizzare quel ponte culturale tra i due paesi. Ancora oggi non solo la “generación ochentera“ ma anche tantissimi giovani si nutrono di questa musica orecchiabile che si balla con grande energia e (direi pure per quanto mi riguarda) con una certa nostalgia nei Disco Pub della movida notturna spagnola.
Ma se i nostri cantanti in questi anni hanno scalato le classifiche di vendite musicali in Spagna con le loro canzoni in castigliano, pochi in realtà si sono spinti a interpretare canzoni non proprie, addirittura in lingua galiziana…
Uno di questi è stato il mitico Albano Carrisi (quello di Felicità dei tempi d’oro con Romina Power) che, una volta invitato dal famoso conduttore Xosè Ramón Gayoso del programma Luar, storica trasmissione di intrattenimento della Television de Galicia, ha interpretato una canzone tratta dal poema “Negra Sombra” della più importante poetessa e letterata della storia della Galizia, Rosalia de Castro.
Anche lui, con questa inedita interpretazione canora in versione gallega, marcada dal suo forte accento italiano, si è conquistato l’onore di esser annoverato tra gli Italiani in Galizia…
Albano Carrisi - Negra Sombra















