Scritto da cerminio

A volte, quando mi capita di passeggiare lungo le principali vie della moda nelle grandi cittá europee, sono pervaso da un certo senso di orgoglio patriottico che mi fa sentir rappresentante (pur non essendo il modello di riferimento del vestir bene
) di una nazione riconosciuta a livello mondiale come la capitale dello stile, del design e della moda nell’abbigliamento marchiato “Made in Italy“.
Quante volte, fermandomi davanti alle vetrine delle famose firme della moda italiana penso che, noi italiani, tra le nostre mille contraddizioni, siamo comunque, sempre il riferimento in tutto il mondo per quel che riguarda la qualitá e la fattura dei nostri prodotti e non solo di abbigliamento…
Ma questa mia riflessione autocelebrativa, che mi da la effimera sensazione, solo per il fatto di esser italiano, di esser piú figo di George Clooney, si infrange miseramente subito dopo, davanti l’ingresso di un negozio di abbigliamento firmato Armani o Salvatore Ferragamo.
Aprendo gli occhi, in realtá, mi vedo entrare, non in un Atelier di Moda in via Montenapoleone a Milano o in Via Condotti a Roma, ma in un negozio in Corso Vittorio Emanuele II a Milano o in Via Toledo a Napoli che, pur essendo piú alla portata del mio portafoglio, non per questo, offre capi di abbigliamento meno alla moda.
Ma non tutti sanno che molti di questi negozi, che si trovano nelle vie dello “struscio” di ogni cittá italiana, fanno capo ad aziende tessili non italiane ma straniere: una delle piú famose e affermate nel mondo é quella spagnola del Gruppo Inditex che con le sue marche Zara, Massimo Dutti, Bershka etc. ha convertito la moda italiana o, per meglio dire, la moda che vestono gli italiani, in una marchiata “made in Spain” o in concreto “Made in Galizia“.

Dal lavoro artigianale di un sarto (Amancio Ortega) fu aperto nel 1975 nella capitale galiziana di La Coruña il primo punto vendita di abbigliamento a cui fu dato nome, quello che a noi tutti oggi ci é familiare sotto il brand ZARA. Da allora, questo lungimirante imprenditore, é riuscito a costituire un colosso tessile che raggruppa varie marche sotto il gruppo Inditex la cui sede principale é tuttora localizzata nella zona industriale di Arteixo a pochi chilomentri di La Coruña e da dove parte e si svolge l’attivitá di direzione, produzione, gestione e sviluppo di tutte le filiali e dei 4.280 punti vendita nei 73 Paesi sparsi in tutto il mondo.
Oltre a Zara, la più grande delle catene commerciali, Inditex raggruppa come giá accennato altri brand come Bershka, Massimo Dutti, Oysho, Pull and Bear, Stradivarius, Zara Home e Uterqüe.
Il suo particolare modello di gestione, basato sull’innovazione e la flessibilità, e il suo modo di intendere la moda – creatività e design di qualità, insieme a una rapida risposta alla domanda del mercato – hanno permesso una veloce espansione internazionale e un’eccellente accettazione di tutti i diversi concetti commerciali.
A questo punto mi chiedo perché noi italiani in Galizia, in base alla nostra esperienza non possiamo cogliere l’opportunita’ di avere in casa una grande multinazionale e proporci all’interno delle sue dinamiche lavorative disponibili? Sarebbe una bella occasione per trovare un lavoro stimolante e contribuire con il nostro gusto e stile italiano a render la moda giovane di oggi “Made Italianos en Galicia” …io ci provo e voi?
tipico modo di essere alla moda senza uccidere il portafoglio,moda giovane veloce e di ricambio,e soprattutto moda per tutti e per tutte le tasche.Inutile dire che ritengo di gran lunga migliore questo sistema di moda molto più produttivo,meno fighettino,e più <> diciamo.D’altronde basta fare caso a come si vestono le ragazze ma anche le donne di una certà età a la coruna,anche per andare al supermercato si vestono come se dovessero sfilare in passerella!
A noi piace il Italian Style,ma quello di sempre,il chiamato “bimbominkia” non ci sta,pantaloni alle ginocchia , cappellino “poggiato ” sulla testa o capelli da non guardare, occhiali da sole anche al buio e sul motorino in tre…
Vorrei aggiungere che, per quello che mi risulta, gli stabilimenti della Inditex funzionano tutti grazie all’energia generata da un solo mulino eolico.
Un modello di gestione realmente lungimirante e al passo con le attuali esigenze ambientali. Una rarezza nel panorama italiano…
Erminio,
colgo al volo làoccasione del tuo post sullàabbigliamento made in galicia per chiederti qualche informaizone sulle tendenze dell abbigliamento bambini.
Come forse saprai, mi sto accingendo a realizzare un piccolo laboratorio di sartoria per la produzione di pannolini lavabili e mi chiedevo se questo prodotto e gia in uso in Spagna o meno. Si tratta di un degno sostituto dei Pampers con grandi differenze nei costi e nella tutela dellàambiente e della pelle dei nostri bambini.
Gli Usa e la Germania con la francia e l Inghilterra a seguire hanno accolto con favore l uso dei pannolini ecologici. in Italia pare si siano fermati al Nord e in Galicia?
Baci.
Vale