Scritto da cerminio
Vi é mai capitato di ricordare un evento passato semplicemente mettendo insieme alcuni dettagli che non sono relazionati tra di loro ma che costituiscono, comunque, per chi li sta elaborando, una guida fondamentale per il suo percorso mentale?
Bene, allora immaginate di ricordare come me…
…una valigia sul letto ormai pronta ma ancora aperta lí, dopo tanti giorni, che non si ha avuto ancora il coraggio di chiudere… delle luci di lampioni che si confondono con quelle di un faro che lascia intravedere un mare mai visto prima nell’oscurita di una notte di fine estate… un’aria incontaminata con quell’intenso profumo ad eucalipto misto all’odore di una brezza marina cosí diversa da quella dolce del mediterraneo che fa venir voglia di respirare a pieni polmoni senza fermarsi piú… una radio in un’automobile che strasmette in una lingua che ci si diverte ad ascoltare ma di cui non si capisce il senso… in una caffetteria guardando mentre si vede versare in un bicchiere di latte caldo un polverina chiamata Colacao… Passeggiando per le strade di una cittá dove ci si sofferma a fare giochi di parole stupidi con le scritte delle insegne dei negozi….questo é un italiano in Galizia, o meglio… questo é il ricordo del suo arrivo….
L’esperienze dei momenti antecedenti e immediatamente successivi all’arrivo in questa terra potranno cambiare da persona a persona ma quelle prime emozioni di euforia e di smarrimento, di entusismo e di timore che ti rendono piacevolmente e stranamente frastornato e che non riesci a controllare, sono e restarranno sempre le stesse per ogni Italiano che arriverá in questa regione del profondo ovest d’Europa che gli antici romani chiamavano Finistrerre (la fine della Terra).
Ed é proprio da queste comuni emozioni che vorrei partire per trovare quel minimo comun denominatore che accomuna ogni italiano durante il suo cammino in questa terra lontana.
Infatti, qualsiasi sia stato il motivo che abbia spinto un italiano fin qui (studio, lavoro, amore, pellegrinaggio, turismo, fuga, etc.) ció che lo unirá e lo identificherá a tutti gli altri in questa nuova esperienza, sará la comune percezione di un mondo , quello gallego, che vivrá ed elaborerá alla luce della sua cultura, della sua tradizione e della sua visione italiana.
In realtá possiamo quindi dire che :
Gli Italiani in Galizia sono coloro che si lasciano affascianare dalla visione di una natura incontaminata, le cui verdi valli e i suoi promontori marini, non sono altro che uno dei suoi piú rappresentativi esempi;
Gli Italiani in Galizia sono coloro che si fanno coinvolgiere dagli intensi odori e gli austeri profumi di una terra e di un mare cosí lontano da quello dolce e mite di cui sono abituati a respirare sulle coste del mediterraneo;
Gli Italiani in Galizia sono coloro che si appassionano nell’ascoltare sonoritá della tradizione musicale gallega che richiamano tradizioni lontane nel tempo e che ricordano un passato ancestrale;
Gli Italiani in Galizia sono coloro che assaporano con gusto i frutti che solo questa terra e questo mare puó produrre.
Gli Italiani in Galizia sono coloro a cui il clima umido e piovoso di questa zona geografica d’Europa tocca nostalgicamente i loro animi piú di quanto lo possa fare sui loro corpi.
Ma, sopratutto, siamo italiani in Galizia perché interpretiamo tutte queste nuove sensazioni con gli occhi della nostra comune storia e cultura.
Il cammino che voglio iniziare oggi, e di cui il blog sará il fedele testimone, percorrerá ed esprimerá queste emozioni e le tradurrá in esperienze di vita attraverso il vissuto quotidiano di ogni italiano, che camminando lungo i sentieri della sua vita avrá la fortuna di fermarsi in questa Terra Magica .
Perché (per quanto mi riguarda) non sempre tutti i cammini portano a Roma!
















17 set , 2009 alle 18:30
Penso che hai centrato molto bene l’impressione che si ha arrivando in Galizia…
Quando arrivai non avevo la minima idea di dove fossi andata, ero lì per il matrimonio del mio amico Fernando, e non mi ero preoccupata di tanti piccoli dettagli del viaggio…Arrivai con il pulman da Madrid viaggiando tutta la notte… Allo spuntare delle prime luci mi trovai ad ammirare un paesaggio che nulla aveva a che vedere con ciò che mi aspettavo di trovare lì… Un verde splendente, dei boschi enormi ed odorosi, un mare sconfinato e “potente”, dei piatti di pesce squisiti, gente che al bar chiedeva il colacao (deve esserci una sorta di dipendenza fisica verso questo tipo di cioccolata, pare che non riescano a farne a meno!!!!!!!!!!)….. Insomma… rimasi stregata….